Le prove in gara
Il concorso ha confermato la sua natura altamente selettiva e completa. I candidati si sono confrontati in cinque prove:
- Prova flambé con frattaglie e Aglio di Caraglio
- Degustazione vino alla cieca
- Prova linguistica (due lingue a scelta tra francese, inglese e tedesco)
- Test scritto di conoscenze professionali
- Prova pratica a sorpresa, consistente nella preparazione di una steak tartare con taglio della carne al coltello davanti alla giuria
Un format che dimostra come, per conquistare il titolo di Maître dell’Anno, non sia sufficiente la tecnica di sala, ma sia indispensabile una preparazione completa che abbracci cultura gastronomica, enologica, linguistica e gestione professionale.
I concorrenti e la giuria
Sette i finalisti provenienti da diverse sezioni italiane e dalla Svizzera, che hanno presentato ricette creative e tecnicamente complesse, interpretando con personalità il tema assegnato.
La giuria della prova flambé era composta da professionisti di alto profilo del settore ristorazione e sommellerie, mentre la degustazione alla cieca è stata valutata da esperti del panorama enologico nazionale. L’intera competizione si è svolta sotto la regia attenta del Cancelliere dei Gran Maestri della Ristorazione.
Convivialità e territorio
La prima giornata si è conclusa con una cena tematica presso la Taverna Paradiso di Caraglio, con un menu dedicato all’Aglio di Caraglio e ai prodotti simbolo della provincia di Cuneo: bagna càuda, risotto con porri di Cervere e salsiccia di Bra, fino alla tradizionale torta della Vallera con zabaione.
La premiazione si è tenuta nella prestigiosa cornice del Palazzo del Fucile, sede della BCC locale, alla presenza delle autorità cittadine e dei vertici nazionali Amira.
Classifica finale
🥇 1° classificato: Salvatore Gagliardi (Sezione Ticino)
🥈 2° classificato: Antonino Ruggirello (Sezione Marsala Trapani)
🥉 3° classificato: Mattia Montibeller (Sezione Trentino Alto Adige)
Tutti gli altri concorrenti si sono classificati ex aequo al quarto posto.
L’edizione 2024 del Maître dell’Anno ha saputo coniugare alta professionalità, spirito associativo e promozione del territorio, confermandosi come uno dei momenti più significativi per la valorizzazione della figura del maître in Italia e in ambito internazionale.